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Discussione: [Filosofia] Quanto vale un'ora del nostro tempo?

  1. #1
    Scandinavian LAG
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    Predefinito [Filosofia] Quanto vale un'ora del nostro tempo?

    PREMESSA
    Ok. Sono uno dei sostenitori di "il tempo vale più del denaro", quindi innegabilmente potrei essere fazioso in ciò che andrò a dire.
    L'obiettivo di questo thread è stimare insieme il valore monetario di un'ora del proprio tempo, se ci si riesce.
    Ci sono situazioni di vita estremamente differenti in cui si riterrà un'ora "sprecata" o "guadagnata", ma il punto di partenza è:
    Abbiamo un certo tempo della nostra vita, fissato biologicamente, a differenza del denaro.
    Abbiamo la possibilità di sfruttarlo e investirlo, ma non può tornare indietro un investimento di tempo.
    Se "spendiamo una giornata" in qualcosa otteniamo un controvalore emozionale o monetario che rarissimamente sarà congruo al valore reale del nostro tempo.
    In altre parole non ottimizziamo il valore del nostro tempo, è quasi inevitabile, però è anche vero, a mio avviso, che se ci riflettiamo un attimo (e stiamo spendendo tempo ancora!) forse riusciamo a rispettarlo maggiormente.

    SVOLGIMENTO
    E' pressocchè impossibile dare un valore ad un'ora del nostro tempo.
    Se paragonato a una prestazione lavorativa, sappiamo subito "quantificare" lo sforzo in ore, le competenze che quel lavoro richiede e tutta una serie di variabili che chiamerò per semplicità "leggi del mercato" e per cui riusciamo ad arrivare a un prezzo. Questo prezzo dovrebbe quantificare il valore del nostro tempo, anche se lo fa più in funzione dei nostri bisogni nella società che non in senso assoluto (tanto per fare un esempio, a volte i lavori effettuati sono splendidi, ma si è sconosciuti/non famosi e si è costretti a ripiegare su un prezzo concorrenziale).

    Tuttavia, per tutto il resto non riusciamo a quantificare realmente un'ora del nostro tempo, perchè sarà un equilibrio tra:
    - tempo necessario per se stesso (ad esempio lavarsi, cucinare, stirare, lavorare per vivere, etc)
    - tempo necessario da dedicare a chi ci gravita attorno (ad esempio i figli, la moglie, la condivisione di momenti importanti positivi e negativi con chiunque sia fondamentale nella nostra vita)
    - tempo dedicato al superfluo che aumenta il nostro piacere (ad esempio gli interessi)
    - tempo dedicato al superfluo che ci fa "perdere" tempo (ad esempio un conoscente che ci trattiene per strada, la burocrazia ad uno sportello, la lentezza altrui, la nostra pigrizia).

    Ammesso che il tempo necessario (sia dedicato a se stesso che a chi ci circonda sia pressocchè inevitabile da spendere) uno dei modi per "guadagnare tempo di vita" è quello di guadagnare un pozzo di soldi in modo da spender nell'arco della vita in tempo dedicato al superfluo.
    Attenzione perchè per supefluo non intendo "inutile", solo non strettamente necessario o comunque rimpiazzabile.

    Se guadagnamo tanto possiamo acquistare beni o esperienze di vita che danno un senso al tempo dedicato al lavoro o ad altre cose "necessarie" e non sempre gradevoli.
    Tuttavia, sorge già il primo problema: se si lavora per un tempo indefinito nella giornata, pur guadagnando uno stipendio mensile sopra la media, non stiamo valorizzando molto un'ora del nostro tempo.

    Si potrebbe asserire che più aumenta il nostro tempo lavorativo e più facciamo coincidere il nostro tempo di vita con la moneta guadagnata.
    Supponendo ad esempio che un grinder giochi 12 ore al giorno e ne dorma 10, praticamente un'ora del suo tempo sarebbe pari al suo hourly rate + 2 ore bonus che comunque tenderà a dedicare ad attività "necessarie" (lavarsi, mangiare, etc).

    Un pò poco no?

    Un recente studio ha affermato che se tutto il mondo lavorasse insieme e per 2 ore al giorno, si otterrebbe la stessa mole di prodotti e servizi a soddisfare il genere umano con il guadagno reale di 6-8 ore del proprio tempo ogni giorno da dedicare al tempo "superfluo", che diventerebbe improvvisamente "tanto".
    Questa è solo una digressione, non c'è altro scopo, ma mi piaceva sottolinearlo a questo punto.

    Ora torniamo a noi.
    Se è vero che una persona che lavora 12 ore al giorno sostanzialmente stia "sottostimando" dunque il valore del proprio tempo, è anche vero che ci sono infinite situazioni intermedie in cui il tempo per dedicarsi al "superfluo" c'è, ma non viene ottimizzato.

    Ad esempio stiamo in coda 1h in un negozio per acquistare un telefono durante il periodo di saldi al 50%, da 100€ lo paghiamo 50€, ma abbiamo realmente ricavato un guadagno da questa "operazione di tempo"?

    Oppure, decidiamo di lavare casa o l'auto impiegando 3h del nostro tempo piuttosto che pagare una signora delle pulizie per 6-10€ l'ora per un totale medio di 25€. Le nostre 3 ore valgono 25€ o converrebbe chiamare sempre la signora?

    E ancora, giochiamo 8 ore al giorno a poker per un guadagno giornaliero (post-rakeback) di 70€ al giorno (2100€ al mese).
    Il tempo impiegato al gioco vale il tempo che sottraiamo al superfluo, considerando che avremo solo altre 4 ore di tempo in ogni giornata? E se sì, come faremo a ottimizzarle?

    La vita è un equilibrio tra denaro guadagnato e tempo speso, ma nella vostra vita la priorità è salvare il tempo o tagliare i costi? E ancora, che importanza ha il "risparmio di denaro" nella vita alla luce del rapporto tempo/vita?
    Siamo sicuri di risparmiare sempre la giusta quota di denaro o stiamo sacrificando ancora una volta tempo nel lavoro per guadagnare soldi che nemmeno useremo?

    Pensate poi a quando qualcuno vi sottrae tempo con "litigi inutili", "chiacchiere da cui vorreste svincolarvi", "tempo investito in ricerche che non portano a nulla", "tempo buttato per cose che avete dedicato per i vizi o vezzi altrui"

    E per chiudere... ammesso che solo il denaro sia un valore quantificabile, se poteste mettere una serie di parametri in una equazione/rapporto universale che definisca monetariamente il vostro tempo, cosa usereste?

    Io metterei:

    1.Guadagno annuale netto
    2.Quantità di tempo libero dal lavoro
    3.Gratificazione nel lavoro che si fa (se esiste, il tempo dedicato al lavoro potrebbe non essere strettamente "perso")
    4.Quantità di difficoltà ineluttabili che hai nella vita (problemi in famiglia o ad amici stretti, salute, etc)
    5.Quantità di difficoltà che ti vai a cercare nella vita (rapporti sbagliati, pigrizia, negligenza, etc)
    6.Rapporto con il denaro (un tirchio "perde tempo" perchè non trasforma il denaro in tempo)

    Ho buttato nel calderone una serie di argomentazioni anche non lineari e logiche per poi cercarne di venire a capo insieme, perchè penso che solamente con il confronto di esperienze si riesca a valutare correttamente un'ora della propria vita.
    Penso che sia molto divertente farlo insieme tra pokeristi perchè stiamo ore e ore a scervellarci su calcoli di expected e poi magari ci accorgiamo di sprecare tempo (a me questa cosa atterrisce non poco quando penso che al netto di tutto non avrò poi così tanto tempo realmente fruibile nella vita).

    Let's go!
    Ultima modifica di crazySalsero; 16-07-2014 alle 03:40

  2. #2
    Scandinavian LAG L'avatar di Pierelfo
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    Antonio, ti voglio bene, ma dovresti abbracciare più spesso il dono della sintesi (detto da qualcuno che non ne è propriamente ricco ).

    Comunque, un'obiezione che mi viene subito da fare è che io non so quando morirò, né so quali siano le condizioni di vita che mi aspettano in futuro né ho modo di saperlo: questo influisce in modo decisivo sullo stabilire che valore abbia il mio tempo, quindi mi pare che rischi di saltare tutto lo schema.

    Inoltre ci sono implicazioni talmente soggettive in quello che dici che IMO fare una sintesi "universale" è impossibile/inutile.
    Ultima modifica di Pierelfo; 16-07-2014 alle 08:30
    "Fumi?"
    "No, ma faccio tutto il resto..."
    "Che brutto vizio..."

  3. #3
    Antonius L'avatar di conilmionome
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    Sono riuscito a leggere tutto!
    Considerazione iniziale è che dare un prezzo al tempo è proprio la massima espressione dell'oggettivizzare le persone e le attività umane nella nostra era. Quindi è proprio l'oggettivizzare e standardizzare in senso economico una cosa personale e soggettiva, e che per sè stessa non dovrebbe avere un valore quantificabile economicamente, che è sbagliato a prescindere.
    Alla fine è come dare un prezzo a una vita umana, è più o meno la stessa cosa, che prezzo dai alla vita di quel bambino? Non dovrebbe avere un prezzo!
    E, appunto, mio personale parere, parti da presupposti sbagliati per cercare delle risposte riguardanti la soggettività del tempo come coltivarla al meglio etc..
    Detto questo quindi il valore del nostro tempo o del tuo tempo o suo tempo, se vuoi quantificarlo economicamente, è quantificabile solo ed esclusivamente dalla società in pratica. Di te individuo all'interno di una società che svolge una certa mansione di un certo grado di specializzazione per il bene, l'utile o il dilettevole, e questa viene quantificata. Te fai un qualcosa nel mondo che vale soldi e hai un X profitto orario ma è un dato che è oggettivo è un dare, avere e basta in pratica. Non puoi fare discorsi "filosofici" sul tempo per poi ridurlo e oggettivizzarlo collegandolo al denaro.
    Se vuoi farlo a mio avviso non è più un discorso filosofico ma è un discorso prettamente economico legato semplicemente a una stima di "quanti vali" per la società e calcoli astratti che puoi farti te su quanto "pensi di valere per la società" e se quello che ricevi all'ora è giusto o vali di più etc..
    Insomma se vogliamo parlare oggettivamente di "quanto vale il mio-tuo tempo" dovremo semplicemente vedere quanto la società ci valuta o fare delle stime su quanto possiamo dare per la stessa.
    Se vogliamo parlare soggettivamente di quanto è importante il tempo che si dedica al lavoro, affetto o bisogni bisognerebbe scollegarsi dall'oggettivizzarlo e quindi dal quantificarlo in senso economico col denaro.
    Ultima modifica di conilmionome; 16-07-2014 alle 11:11
    Se sei incerto o titubante tira un 5 oppure un fante

  4. #4
    Scandinavian LAG L'avatar di xplosive
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    dimmi che hai preso spunto da qui
    For us to live any other way was nuts. Uh, to us, those goody-good people who worked shitty jobs for bum paychecks and took the subway to work every day, and worried about their bills, were dead. I mean they were suckers. They had no balls.

  5. #5
    Tight Agressive L'avatar di 8ersgonna8
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    Vi invito a ragionare tristemente sul cosiddetto capitale umano, usato dalle compagnie assicurative per stimare i risarcimenti in caso di morte e incidenti gravi, loro sembrano aver trovato i parametri per valutare la vita dell'individuo
    +Reppami se il mio intervento è stato utile
    -Reppami se il mio intervento non è stato utile.

    [19.47.46] lorenzof: sono io che intostisco il field .it

  6. #6
    Scandinavian LAG
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    Citazione Originariamente Scritto da Pierelfo Visualizza Messaggio
    Antonio, ti voglio bene, ma dovresti abbracciare più spesso il dono della sintesi (detto da qualcuno che non ne è propriamente ricco ).
    Chiedo venia, anche mia madre ci mise ore per partorirmi. "Ero destinato alla sensibilità ( cit. Jep Gambardella)"

    Comunque, un'obiezione che mi viene subito da fare è che io non so quando morirò, né so quali siano le condizioni di vita che mi aspettano in futuro né ho modo di saperlo: questo influisce in modo decisivo sullo stabilire che valore abbia il mio tempo, quindi mi pare che rischi di saltare tutto lo schema.
    Obiezione accolta. Mi pare che conoscere la "fine" possa influire sul valore che diamo al tempo, a naso improvvisamente dovrebbe diventare "poco" e "prezioso".
    Per questo, nei parametri di valutazione alla fine del post ho inserito la voce "4.Quantità di difficoltà ineluttabili che hai nella vita (problemi in famiglia o ad amici stretti, salute, etc) " che indubbiamente ci toglie tempo per visite, code, ore dedicate all'angoscia di morire, ore dedicate alla voglia di vivere da un lato e dall'altro potrebbe generare un effetto accelerante nello sfruttare il tempo rimanente.

    In questo caso, per semplicità sto ammettendo che conosciamo il tempo che ci è dato e cerchiamo di valorizzarlo al massimo.
    Difatti, pur non conoscendo precisamente la data della propria morte, sai certamente quanto NON potrai vivere, ossia è MOLTO probabile statisticamente che non supererai i 90 anni di vita, quindi puoi sicuramente dare un limite massimo medio al tuo tempo e gestirlo "come se" dovessi vivere quel tempo.

    Inoltre ci sono implicazioni talmente soggettive in quello che dici che IMO fare una sintesi "universale" è impossibile/inutile.
    Naturalmente quella dell'equazione/rapporto universale era una sorta di "sfida lanciata", non ha pretese oggettivabili, voglio capire se è un processo che fate (di sicuro lo fate inconsciamente) di valutare il tempo che andrete a dedicare a ogni cosa della vostra vita PRIMA di dedicarlo e non solo nel lavoro (come tutti fanno).
    E' più un esercizio. I parametri mi servono per capire come valutate il tempo, che "misure" utilizzate.
    Citazione Originariamente Scritto da xplosive Visualizza Messaggio

    dimmi che hai preso spunto da qui
    Nuts. Ho visto Margin Call una settimana fa, non mi ero reso conto dell'incredibile attinenza.
    Questo è il video in italiano

    Hai introdotto un altro parametro, pressocchè indipendente dal nostro volere, l'insieme delle invenzioni della società al fine di "risparmiare" tempo. Anche se questo richiederebbe una trattazione a parte, con risvolti futuri quasi fantascientifici sull'ottimizzazione del tempo.

    Comunque hai perfettamente centrato il punto: il ponte.

    Quanti ponti creiamo nella nostra vita per avere il massimo risultato al minimo costo di tempo?
    E soprattutto: quali sono i "materiali/parametri" che impieghiamo per costruire i nostri ponti ogni volta?

  7. #7
    Scandinavian LAG L'avatar di Pierelfo
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    Sicuramente l'esempio "spicciolo" che fai sulla donna delle pulizie è centrato: per una persona anche con un reddito non particolarmente alto, è proprio un no brainer prendere lei anziché fare le pulizie per conto proprio, a meno che una persona non provi una qualche gratificazione nel fare cose che potrebbe delegare ad altri.

    Faccio un esempio stupido: cucinare una torta porta via molto più tempo che comprarne una, sporchi l'impossibile e non di rado il risultato della pasticceria sarà comunque migliore. Di conseguenza, cucinarla anche se ti costa meno economicamente è complessivamente antieconomico.
    Però ad esempio quando stavo a Firenze e cucinavo per gli amici non ho mai comprato il dolce, perché mi piaceva prepararlo.

    C'è poi un altro fattore importante e IMO a volte sottovalutato, ovvero che il tuo tempo libero secondo me vale di più di un'ora di lavoro. Cioè, ammettendo che il tuo atteso orario sia "x", un'ora del tuo tempo libero non vale "x", ma varrà necessariamente "x+y", con "y" variabile a seconda di quante ore libere hai a disposizione, e probabilmente anche dal piacere che puoi trarne.

    Sul fatto dei 90 anni, anche ammettendo che una persona lo sappia che morirà a quell'età, se tra un mese rimane paralizzata in un letto quanto valgono le ore di quell'ultimo mese "normale"? E quelle da qui a quando avrà 90 anni?

    Ma siccome non puoi sapere quello che ti succederà, non puoi massimizzarlo (la persona non sa quello che gli accadrà di qui ad un mese, quindi anche se a posteriori saprà che quelle ore valgono moltissimo non avrà mai modo di ottimizzarle).
    "Fumi?"
    "No, ma faccio tutto il resto..."
    "Che brutto vizio..."

  8. #8
    Scandinavian LAG
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    Citazione Originariamente Scritto da conilmionome Visualizza Messaggio
    Sono riuscito a leggere tutto!
    Alè!
    Considerazione iniziale è che dare un prezzo al tempo è proprio la massima espressione dell'oggettivizzare le persone e le attività umane nella nostra era. Quindi è proprio l'oggettivizzare e standardizzare in senso economico una cosa personale e soggettiva, e che per sè stessa non dovrebbe avere un valore quantificabile economicamente, che è sbagliato a prescindere.
    Quello che dici è vero, l'obiettivo ultimo del thread potrebbe non avere uno scopo preciso, nella premessa ho specificato che dovrebbe essere più uno spunto finalizzato alla valutazione soggettiva del proprio tempo.
    Il paragone col "denaro" è una astrazione voluta per ottenere una misura comune tangibile, non che sia mio volere rendere il tempo denaro, anzi al contrario ho già ammesso nelle premesse che vale troppo di più.
    Emerge sin da subito che alcuni accettano ad esempio il paragone di valutazione, altri lo rinnegano ( @Pierelfo e @conilmionome).

    Posso chiedervi che misure utilizzate quando pensate che dovrete dedicare 1h del vostro tempo in una attività che per voi non ha benefici/non è piacevole?

    Detto questo quindi il valore del nostro tempo o del tuo tempo o suo tempo, se vuoi quantificarlo economicamente, è quantificabile solo ed esclusivamente dalla società in pratica. Di te individuo all'interno di una società che svolge una certa mansione di un certo grado di specializzazione per il bene, l'utile o il dilettevole, e questa viene quantificata. Te fai un qualcosa nel mondo che vale soldi e hai un X profitto orario ma è un dato che è oggettivo è un dare, avere e basta in pratica. Non puoi fare discorsi "filosofici" sul tempo per poi ridurlo e oggettivizzarlo collegandolo al denaro.
    E' vero quello che dici, però è anche agghiacciante: per metà e sino un terzo della tua vita (8-12 ore), il valore del tuo tempo è quantificato monetariamente dalla mansione che svolgi nella società. Anche quando scegli il lavoro della tua vita dunque potresti/dovresti fare una valutazione di quanto varrà il tuo tempo.
    Mi viene da chiedere: secondo questa "valutazione" imposta dalla società attraverso il lavoro, allora le persone che si "accontentano" di uno stipendio nella media, di benefici nella media, etc, stanno sottostimando il valore del loro tempo? Oppure lo stanno valorizzando perchè lavorano meno e hanno più "free time"? Quale è secondo te il punto di breakeven nell'equilibrio tra lavoro, stipendio e tempo libero?

    Faccio per dire: lavoro 7 ore, guadagno 2k al mese, ho 5 ore di tempo libero.

    Se vuoi farlo a mio avviso non è più un discorso filosofico ma è un discorso prettamente economico legato semplicemente a una stima di "quanti vali" per la società e calcoli astratti che puoi farti te su quanto "pensi di valere per la società" e se quello che ricevi all'ora è giusto o vali di più etc..
    Insomma se vogliamo parlare oggettivamente di "quanto vale il mio-tuo tempo" dovremo semplicemente vedere quanto la società ci valuta o fare delle stime su quanto possiamo dare per la stessa.
    Premetto che il thread non ha scopi filosofici veri, nel titolo avrei voluto scrivere [filosofia di vita] ma veniva infinitamente lungo il titolo e a minor impatto. Per alcuni versi il thread potrebbe anche essere fantascientifico, visto che sto partendo da una serie di supposizioni non oggettivabili (senza fissare qualche paletto, sarebbe fuorviante o impossibile parlare dell'intangibile in questa sede).

    Senza andare troppo sull'aspetto lavorativo, dove è evidente che il tuo lavoro e la società influenzino il valore che puoi dare al tempo, c'è una parte (piccola o grande che sia, lo dovresti decidere tu) di tempo nella giornata che è esclusivamente "superfluo" e non "necessario" (leggasi la distinzione a inizio thread). Ecco, sostanzialmente quali parametri usi per il tuo "superfluo"?

    Il tempo necessario fa la sua parte nel limitare il tempo superfluo (chiamato superfluo per comodità, ma è decisamente una contraddizione chiamarlo così, visto che è il tempo più prezioso che ci è concesso come individui).
    Ecco perchè l'ho dovuto includere, perchè il tempo dedicato al lavoro necessariamente "deprezza" parecchio il nostro tempo totale, sia in termini quantitativi che qualitativi.
    Ultima modifica di crazySalsero; 16-07-2014 alle 13:17

  9. #9
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    - tempo dedicato al superfluo che aumenta il nostro piacere (ad esempio gli interessi)
    - tempo dedicato al superfluo che ci fa "perdere" tempo (ad esempio un conoscente che ci trattiene per strada, la burocrazia ad uno sportello, la lentezza altrui, la nostra pigrizia)


    Secondo me tutto il tempo rientra in queste due categorie, il tempo viene speso per ottenere piacere (quindi realizzare desideri e attività piacevoli e/o superare gli impedimenti).
    In questo caso la definizione che do alla parola "piacere" è molto sottile e significa tutto ciò che ci fa sentire soddisfatti mentalmente (raggiungere un obbiettivo), ci fa provare piacere fisico (ottenere piacere) oppure ci evita di provare dolore (obbedire a una paura).
    Tutti gli individui spendono il loro tempo, che è rappresentabile come un diagramma a albero di scelte più che come un'unità fisica, cercando di massimizzare l'ev in piacere tramite le predizioni che sono in grado di fare. Ogni individuo prova piacere in modo diverso, il piacere atteso di una scelta (e quindi dell'investimento di tempo in un modo rispetto che in un altro) non è oggettivabile perché dipende dai valori arbitrari che stabilisce l'individuo. Si può discutere obbiettivamente il valore di una scelta solo dopo aver impostato dei valori comuni al piacere che si trae raggiungendo determinati obbiettivi/svolgendo determinate attività.
    Per esempio è scorretto chiedersi se in generale è meglio giocare a poker o fare il cameriere perché per alcuni individui l'ev monetario e la conseguenza di una scelta di vita diversa potrebbero non avere lo stesso valore in piacere.

    Sia Pino che Gilberto hanno life-roll di 5k, diploma di istituto tecnico superiore, situazione familiare media.

    Pino non è molto bravo nel pensare in modo astratto e non regge molto lo stress psicologico però è molto bravo nelle attività manuali, ama stare in mezzo alla gente e regge molto bene lo stress fisico.

    Gilberto è bravo coi conti e regge bene lo stress psicologico ma è un tipo snob e imbranato nelle attività manuali.

    Per Pino cameriere>poker, per Gilberto poker>cameriere questo non toglie che per Pino potrebbe essere cercare lavoro come cameriere in una determinata regione>fare cameriere sotto casa e per Pino frequentare determinata facoltà>poker.
    Le predizioni future dei singoli poi che gli portano a fare determinate azioni incidono sulle loro scelte presenti a torto o a ragione.

    Pino potrebbe avere la possibilità di fare l'agente immobiliare ma preferisce fare il cameriere perché ambisce ad avere un ristorante in proprio e stima che la possibilità x di raggiungere questo obbiettivo partendo come cameriere e superiore alla possibilità y di farlo partendo come agente immobiliare.


    Gilberto vuole ottenere un determinato ev monetario medio (medio può essere inteso nell'arco della vita o dei prossimi 5-10 anni, dipende dagli obbiettivi di Gilberto) e stima che nel poker sia più probabile che non studiando.

    Le premesse non sono criticabili, in questa ottica non ha senso dire che i desideri di Gilberto sono migliori dei desideri di Pino, ma le scelte che fanno per raggiungere tali desideri invece si possono analizzare ed è su questo che si dovrebbe lavorare.

    Il modo in cui otteniamo piacere a volte è controverso, per esempio spesso facciamo litigi inutili per sfogare le nostre pulsioni aggressive (naturali e/o amplificate da una situazione di stress) e quindi otteniamo piacere sfogando pulsioni interne senza considerare che potremmo ottenere più piacere trattenendo o reindirizzando su altro la nostra aggressività evitando di guastare rapporti importanti.

    Chi l'ha detto che avere una compagna serve per assolvere bisogni sessuali e affettivi? Magari serve proprio per litigarci, avere qualcuno con cui litigare e aggredirsi per ogni minimo pretesto potrebbe darci più piacere del sesso stesso o dell'avere qualcuno che tiene a noi. Forse un padre di famiglia che sul lavoro è costretto a chinare il capo coi suoi superiori potrebbe trarre più piacere dal litigare coi figli/moglie appena entra in casa di quello che otterrebbe da un ambiente familiare pacifico e accogliente. O forse semplicemente non riusciamo a capire che per massimizzare se abbiamo voglia di sfogarci con qualcuno dovremmo farlo con il barista/collega/conoscente/qualsiasi tizio con cui non dobbiamo passare molto tempo insieme.

    Dal punto di vista monetario ciò che da valore al proprio tempo sono le possibilità di capitalizzare quel lasso di tempo, quindi dipende dalle opportunità che offre il mercato e dalle capacità personali:
    -Le tue qualità (abilità, qualifiche)
    -Territorio
    -Ora (le 10:00 hanno un valore diverso dalle 4:00 in quasi tutti i settori)
    -Evoluzioni del mercato/certezza che si attribuisce alle proprie previsioni (possibilità di carriera, valore remunerativo di investire in una qualifica piuttosto che iniziare subito a lavorare)

    Dal punto di vista del piacere dovremmo rianalizzare gli stessi punti in modo diverso:
    -Ora (noi desideriamo "stare bene" egualmente in ogni ora ma alcune sono più adatte a provare piacere in un modo rispetto che in un altro)
    -Territorio (alcune zone sono più adatta a assolvere ai nostri bisogni rispetto che altre)
    -Variabili (farmi di coca mi potrebbe dare piacere adesso ma potrebbe togliermene in futuro se sviluppo una dipendenza)
    -Impedimento/piacere che costituisce un'attività. Questa è la differenza più significativa, un lavoro può essere considerato un totale impedimento che svolgiamo solo in vista di ottenere un piacere futuro (tramite lo spendere il guadagno che stiamo ottenendo) oppure può essere un'attività piacevole di per se. Potremmo trovare giocatori di poker ricchi più infelici di camerieri poveri, pittori sconosciuti più felici di manager di successo (intendo felici, infelici di fare il lavoro che fanno), non si può oggettivamente definire che un lavoro o uno stile di vita sia più piacevole di un alto. Come forse ci sono coppie e famiglie che litigano ogni giorno più ben assortite di altre che vanno d'amore e d'accordo dove magari uno dei componenti è abnegato e totalmente sottomesso (non è detto che sia la norma ma è una possibilità)

    La conclusione è che dare un valore al proprio tempo, e quindi a una propria scelta rispetto che a un altra, è possibile solo dopo aver posto degli obbiettivi/desideri da raggiungere, confrontare il valore del tempo di due individui diversi è impossibile.
    Ultima modifica di MasterChef; 16-07-2014 alle 13:23

  10. #10
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    Predefinito

    Ok. Sono uno dei sostenitori di "il tempo vale più del denaro", quindi innegabilmente potrei essere fazioso in ciò che andrò a dire.


    Questa frase non ha senso in italiano.

    Puoi dire che il tempo ha valore infinito (non ha senso ma in maniera diversa). Puoi dire che è inquantificabile o non misurabile in denaro. Puoi dire che vale "molto" senza essere in grado di stimarlo. Puoi dire tanto altre cose.

    Ma dire che vale + del denaro non ha senso logico, il denaro è uno strumento di misura del valore, qualcosa non può "valere di +" dello strumento che usi per misurarlo.

    Abbiamo la possibilità di sfruttarlo e investirlo, ma non può tornare indietro un investimento di tempo.


    Falso, puoi fare qualcosa oggi in 1 ora che se non lo fai oggi te ne richiede di + nel futuro. Si può trattare di mettere da parte del cibo quando la produzione è sovrabbondante, di fare esercizio oggi per non passare anni in casa di cura da vecchio o altro. Ovviamente sono investimenti con rendimenti incerti. Ma puoi investire tempo oggi per guadagnarne domani.

    Un recente studio ha affermato che se tutto il mondo lavorasse insieme e per 2 ore al giorno, si otterrebbe la stessa mole di prodotti e servizi a soddisfare il genere umano con il guadagno reale di 6-8 ore del proprio tempo ogni giorno da dedicare al tempo "superfluo", che diventerebbe improvvisamente "tanto".


    Link perchè non ho capito di che stai parlando.

    Se è vero che una persona che lavora 12 ore al giorno sostanzialmente stia "sottostimando" dunque il valore del proprio tempo, è anche vero che ci sono infinite situazioni intermedie in cui il tempo per dedicarsi al "superfluo" c'è, ma non viene ottimizzato.


    Non è vero se lavora 12 ore al giorno oggi per non lavorare domani (per comprarsi anni di pensionamento anticipato in pratica) e/o se per sbaglio GLI PIACE QUELLO CHE FA PER LAVORO (che è la chiave della felicità personale).

    (un tirchio "perde tempo" perchè non trasforma il denaro in tempo)

    This, supervero.

    E per chiudere... ammesso che solo il denaro sia un valore quantificabile, se poteste mettere una serie di parametri in una equazione/rapporto universale che definisca monetariamente il vostro tempo, cosa usereste?

    Io metterei:

    1.Guadagno annuale netto
    2.Quantità di tempo libero dal lavoro
    3.Gratificazione nel lavoro che si fa (se esiste, il tempo dedicato al lavoro potrebbe non essere strettamente "perso")
    4.Quantità di difficoltà ineluttabili che hai nella vita (problemi in famiglia o ad amici stretti, salute, etc)
    5.Quantità di difficoltà che ti vai a cercare nella vita (rapporti sbagliati, pigrizia, negligenza, etc)
    6.Rapporto con il denaro (un tirchio "perde tempo" perchè non trasforma il denaro in tempo)


    Sottovaluti incredibilmente la serendipity (la legge dei risultati inaspettati) nello spendere il proprio tempo.

    Comunque, un'obiezione che mi viene subito da fare è che io non so quando morirò, né so quali siano le condizioni di vita che mi aspettano in futuro né ho modo di saperlo: questo influisce in modo decisivo sullo stabilire che valore abbia il mio tempo, quindi mi pare che rischi di saltare tutto lo schema.


    No non salta lo schema, diventa solo molto + complicato perchè devi basarti su tempo atteso, varianza etc etc.

    Considerazione iniziale è che dare un prezzo al tempo è proprio la massima espressione dell'oggettivizzare le persone e le attività umane nella nostra era.

    Hm no, faccio fatica a pensare che l'uomo 50k anni fa non facesse continuamente ragionamenti di questo tipo. Tipo vale la pena spostarci di 50km + vicini all'acqua però ci sono meno bisonti, però qui ci sono le zanzare, però là siamo + vicini all'altra tribù? bho, QUANTO CI VUOLE per spostarci? etc etc.

    Ora abbiamo + strumenti, ma la domanda "vale la pena di fare X" esiste da quanto esiste il libero arbitrio e da quando l'uomo non deve dedicarsi 24/7 alla sopravvivenza vera e propria (ovvero da quando ha "molto tempo libero", cioè da quasi sempre, notare che per i mammiferi è normale averne parecchio, a differenza di altri tipi di animali attivi quasi tutto il tempo di veglia tipo gli insetti che non stanno a prendere il sole come un gatto o a ciondolare da un ramo come una scimmia).

    E per valutare se è meglio A o B devi misurare. Magari lo fai in maniera inconscia, ma cmq è sempre una misura. E' una misura seguita da un confronto seguita da una scelta. Il denaro è semplicemente uno strumento di misura (con tutti i suoi problemi come ogni strumento di misura).

    Alla fine è come dare un prezzo a una vita umana, è più o meno la stessa cosa, che prezzo dai alla vita di quel bambino? Non dovrebbe avere un prezzo!


    Perchè magari te associ il termine "prezzo" all'idea che arrivi un ricco e se lo compri. In questo senso ok, "non dovrebbe avere un prezzo". Ma un valore sì, commensurabile con altre cose, per poter SCEGLIERE.

    Tipo vale di + quel bambino o 10 anni di vita del genitore? perchè? perchè no? dici che non vale la pena fare queste analisi? Come stimi i casi di risarcimento? come stimi tutto quello che è una scelta tra un essere umano e un altro essere umano?

    Se fai l'errore di considerare "infinito" il valore della vita umana, ti trovi poi sempre a dover in realtà agire in maniera contraria a quello che dichiari. Ovvero dovrebbe valer la pena distruggere il colosseo per salvare una vita? lo pensi davvero? oppure magari dovresti chiudere tutte le scuole e spendere tutti quei soldi in sanità, non ti pare? come spieghi il fatto che non si spenda l'intero pil unicamente in sanità e cibo se il valore della vita fosse davvero infinito? è chiaro che agiamo TUTTI sapendo perfettamente che il valore di una vita non può essere infinito e che agire come se lo fosse sarebbe folle in una miriade di casi.

    Quindi è assolutamente insostenibile la tesi per la quale la vita umana ha valore infinito.

    Vi invito a ragionare tristemente sul cosiddetto capitale umano, usato dalle compagnie assicurative per stimare i risarcimenti in caso di morte e incidenti gravi, loro sembrano aver trovato i parametri per valutare la vita dell'individuo


    Perchè tristemente? che soluzione alternativa proponi?

    per una persona anche con un reddito non particolarmente alto, è proprio un no brainer prendere lei anziché fare le pulizie per conto proprio, a meno che una persona non provi una qualche gratificazione nel fare cose che potrebbe delegare ad altri.


    E' + complicato, puoi considerare che "gli altri" (chi ti puoi permettere o chi hai trovato) non le facciano bene come saresti in grado di farle tu, o potresti provare disagio ad avere estranei in casa, o potresti non aver trovato nessuno che ti ispira fiducia etc etc.

    Cmq ovviamente a determinate condizioni è sensato pagare altri per fare qualcosa anche se saresti in grado di farla te.
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  11. #11
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    Cmq alcuni altri elementi che non avete considerato:

    1) il tempo non è tutto =. Esempio banale, se piove e volevi uscire magari sei disposto a fare cose che se non piovesse non faresti.

    2) Il valore può dipendere da quanto lo metti insieme. 24 ore di fila libere possono valere + o - di 3 blocchi da 8 ore o di 8 blocchi da 3 ore dipende dalle situazioni personali e da un miliardo di fattori. Per esempio una guardia giurata ha abbastanza tempo libero a volte ma non decide lei quando e non è tutto di fila quindi cmq lo può usare peggio di un "vero" tempo libero (mi riferisco alle ore vuote se sta ferma davanti a un cancello nel gabbiotto di notte per capirci).

    3) Il valore intertemporale del tempo può essere diverso. E' il concetto per il quale 1 ora da giovani non è detto che valga come un'ora da anziani e viceversa. O 1 ora in un paese straniero in vacanza non è come un'ora a casa tua. Fare 1 ora di coda è ovviamente + tiltante se succede in vacanza.
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  12. #12
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    più che un discorso filosofico mi sembra un discorso di microeconomia.

    bisognerebbe analizzare oggettivametne o soggettivamente il valore del tempo proprio e di quello altrui.

    secondo me a questo punto sarebbe interessante chiedersi:
    vale più il tempo di un cardiochirurgo skillatissimo che salva tot vite al mese (adesso non so quantificare quante operazioni possa fare + quanti anni di vita regali alla gente che opera). o una superstar tipo rihanna che intrattiene decine di migliaia di persone per la durata di un concerto?

    entrambi sono difficilmente insostituibli tuttavia lo stipendio della superstar è di gran lunga superiore rispetto al cardiochirurgo poichè la superstar riesce ad intrattenere un numero di gran lunga superiore di persone.
    il random probabilmente dice che vale di + il tempo di rihanna, il fan che va al concerto preferisce obv la supertar, il tizio che va sotto ai ferri (e chi gli vuole bene) sicuramente attribuisce valore immenso alle skills e quindi al tempo del chirurgo.
    For us to live any other way was nuts. Uh, to us, those goody-good people who worked shitty jobs for bum paychecks and took the subway to work every day, and worried about their bills, were dead. I mean they were suckers. They had no balls.

  13. #13
    Scandinavian LAG
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    Citazione Originariamente Scritto da Luciom Visualizza Messaggio
    Ok. Sono uno dei sostenitori di "il tempo vale più del denaro", quindi innegabilmente potrei essere fazioso in ciò che andrò a dire.


    Questa frase non ha senso in italiano.

    Puoi dire che il tempo ha valore infinito (non ha senso ma in maniera diversa). Puoi dire che è inquantificabile o non misurabile in denaro. Puoi dire che vale "molto" senza essere in grado di stimarlo. Puoi dire tanto altre cose.

    Ma dire che vale + del denaro non ha senso logico, il denaro è uno strumento di misura del valore, qualcosa non può "valere di +" dello strumento che usi per misurarlo.
    Probabilmente sono stato frainteso per via della definizione semplicistica che ho dato per chiarire la mia posizione sin da subito in merito.
    Nel post sto ipotizzando per assurdo di voler stimare in denaro il tempo, quindi di fatto trasformarlo.
    In questa transizione, alla luce di tutte le possibilità e di scelte (in continuo aumento per altro) che ci è concesso avere o fare nella vita, diventa inevitabile che il tempo venga deprezzato di molto nel passaggio ad un corrispettivo valore in denaro.
    Per come l'ho scritta è un paradosso (d'altronde tutto il post e gli interventi a seguire saranno costituiti da situazioni paradossali e soggettive) che può essere riformulato così secondo quello che dici tu sui sistemi di misura:

    "Nella conversione del tempo in denaro si ha una dispersione del valore originario del tempo, per cui il denaro ricavato non è equiparabile al denaro atteso quando decidiamo di investire tempo"

    Citazione Originariamente Scritto da luciom
    Abbiamo la possibilità di sfruttarlo e investirlo, ma non può tornare indietro un investimento di tempo.


    Falso, puoi fare qualcosa oggi in 1 ora che se non lo fai oggi te ne richiede di + nel futuro. Si può trattare di mettere da parte del cibo quando la produzione è sovrabbondante, di fare esercizio oggi per non passare anni in casa di cura da vecchio o altro. Ovviamente sono investimenti con rendimenti incerti. Ma puoi investire tempo oggi per guadagnarne domani.
    E' una obiezione che faceva anche Pierelfo e su cui sono d'accordo, ma io la intendo in un altro modo, che è il seguente:
    - se io investo una quota di denaro (es./ 1000€) in una attività e ottengo un obiettivo finale di 10.000€, la somma mi darà 9000€, un attivo.
    - se io investo una quota di tempo (es./5 ore di formazione) in una attività cerebrale/fisica/altro al fine di migliorare una abilità è probabile che risparmierò del tempo in future situazioni che richiedono quell'abilità, ma la somma sarà sempre negativa, tuttavia meno negativa:

    es./ L'attività A mi richiederebbe 20 ore senza formazione e 15 ore con una formazione di 5 ore.
    La prima volta impiegherò 20 ore a prescindere, ma la seconda volta che farò l'attività A impiegherò 5 ore in meno.
    Tuttavia, nel primo caso il mio tempo è uguale a -20 ore, nel secondo caso è -15 ore. Non riuscirò mai a rendere il mio tempo un valore attivo, posso solo ottimizzare la perdita di esso (in senso astratto).

    Citazione Originariamente Scritto da luciom
    Un recente studio ha affermato che se tutto il mondo lavorasse insieme e per 2 ore al giorno, si otterrebbe la stessa mole di prodotti e servizi a soddisfare il genere umano con il guadagno reale di 6-8 ore del proprio tempo ogni giorno da dedicare al tempo "superfluo", che diventerebbe improvvisamente "tanto".
    Era una lezione di ted.com tenuta da un professore sul capitalismo e sul fatto che il sistema di produzione di oggi miri a un incremento dei prodotti spesso ingiustificato rispetto al fabbisogno reale della popolazione, che di fatto "costringe" la società dei lavoratori a orari massacranti senza un fine preciso e globale, ma principamente indirizzato all'arricchimento dei vertici di produzione.
    Appena ho un pò di tempo provo a trovarti il filmato in cui arriva a parlare di questo studio.

  14. #14
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    In questa transizione, alla luce di tutte le possibilità e di scelte (in continuo aumento per altro) che ci è concesso avere o fare nella vita, diventa inevitabile che il tempo venga deprezzato di molto nel passaggio ad un corrispettivo valore in denaro.


    Wat? è piena l'italia e il mondo di gente che si rilassa invece di "massimizzare gli introiti"
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  15. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da xplosive Visualizza Messaggio
    più che un discorso filosofico mi sembra un discorso di microeconomia.
    Yep, analisi delle varie funzioni di utilità individuali.

  16. #16
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    Tuttavia, nel primo caso il mio tempo è uguale a -20 ore, nel secondo caso è -15 ore. Non riuscirò mai a rendere il mio tempo un valore attivo, posso solo ottimizzare la perdita di esso (in senso astratto).


    Non è vero. Se allunghi la vita guadagni tempo.

    Se elimini mansioni che per altri non sono eliminabili (perchè non hanno il denaro o le skill per permettersi quelle soluzioni) anche.

    Per capirci tutti devono "andare al lavoro". Se te sei nelle condizioni di andarci in elicottero guidato da altri guadagni proprio tempo, rispetto al benchmark per il quale un tot del tuo tempo nella tua vita sarà sprecato andando al lavoro.

    Tu forse sbagli partendo dall'ipotesi che le 24 ore siano "tue". Non lo sono, un certo numero di ore è necessario per le funzioni biologiche dell'organismo (sonno, procurarsi e preparare il cibo e l'acqua etc).

    Non è che parti proprietario delle 24 ore e man mano le perdi.

    L'entità che sta discutendo in questo thread, ovvero la coscienza di crazysalsero, magari può sentirsa proprietaria delle 24 ore, ma un bel pò di quel tempo è ipotecato dall'organismo biologico che ti ospita

    Ridurre l'entità di quell'ipoteca è imo a tutti gli effetti "un guadagno di tempo".

    Era una lezione di ted.com tenuta da un professore sul capitalismo e sul fatto che il sistema di produzione di oggi miri a un incremento dei prodotti spesso ingiustificato rispetto al fabbisogno reale della popolazione, che di fatto "costringe" la società dei lavoratori a orari massacranti senza un fine preciso e globale, ma principamente indirizzato all'arricchimento dei vertici di produzione.
    Appena ho un pò di tempo provo a trovarti il filmato in cui arriva a parlare di questo studio.


    Linka perchè detta così mi sembra una cagata bella grossa.
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  17. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da MasterChef Visualizza Messaggio
    - tempo dedicato al superfluo che aumenta il nostro piacere (ad esempio gli interessi)
    - tempo dedicato al superfluo che ci fa "perdere" tempo (ad esempio un conoscente che ci trattiene per strada, la burocrazia ad uno sportello, la lentezza altrui, la nostra pigrizia)


    Secondo me tutto il tempo rientra in queste due categorie, il tempo viene speso per ottenere piacere (quindi realizzare desideri e attività piacevoli e/o superare gli impedimenti).
    Di fatto, il "free time" della tua vita sta qui, però non è detto - come facevano notare molti - che il tempo "necessario", quello dedicato a cose irrinunciabili per la società di oggi o per i tuoi valori, sia per forza "buttato" perchè ci sono diverse situazioni in cui il lavoro che fai ti piace così tanto da farlo tendere verso il "free time".
    Inoltre, anche se il "free time" è piacevole e il fine ultimo dettato dalla nostra evoluzione è cercare il piacere, il tempo "necessario" di fatto si intreccia molto (sostanzialmente spesso "ostacola") il tempo "superfluo", quindi all'interno di una valutazione monetaria del proprio tempo è pressocchè impossibile eliminarlo.


    tutti gli individui spendono il loro tempo, che è rappresentabile come un diagramma a albero di scelte più che come un'unità fisica, cercando di massimizzare l'ev in piacere tramite le predizioni che sono in grado di fare. Ogni individuo prova piacere in modo diverso, il piacere atteso di una scelta (e quindi dell'investimento di tempo in un modo rispetto che in un altro) non è oggettivabile perché dipende dai valori arbitrari che stabilisce l'individuo. Si può discutere obbiettivamente il valore di una scelta solo dopo aver impostato dei valori comuni al piacere che si trae raggiungendo determinati obbiettivi/svolgendo determinate attività.
    Mi piace molto quello che hai scritto, la ramificazione predittiva del proprio tempo è figa. Purtroppo quello che dici è vero, cioè che ogni "albero di scelte" è diverso perchè il "valore del piacere" è diverso per tutti, quindi sarà pressocchè impossibile avere l'ottimizzazione del tempo di tutti.
    Tuttavia, in questo post si parla di "valore del NOSTRO tempo", cioè io imparo a valutare il mio, tu il tuo, e così via, quindi non vedo l'impossibilità di addentrarsi in questo, dal momento che si tratterebbe di "costruire la propria ramificazione", fare ordine nella propria vita come se fosse il totale del tempo vissuto e non solo "una serie di obiettivi più o meno lontani prefissati.
    Sembrerebbe un esercizio utile per se stessi.

    Per esempio è scorretto chiedersi se in generale è meglio giocare a poker o fare il cameriere perché per alcuni individui l'ev monetario e la conseguenza di una scelta di vita diversa potrebbero non avere lo stesso valore in piacere.
    /cut
    Ok, su questo si può essere d'accordo, ma usciamo Off topic, non stiamo parlando di paragonare il tempo di due individui, ma di paragonare il PROPRIO tempo al PROPRIO denaro, quindi si tratta di comprendere quali parametri andrebbero valutati (e credo che ognuno abbia i suoi, ma imparare quelli degli altri possa giovare a creare un albero personale di scelte più proficuo).

    Il modo in cui otteniamo piacere a volte è controverso, per esempio spesso facciamo litigi inutili per sfogare le nostre pulsioni aggressive (naturali e/o amplificate da una situazione di stress) e quindi otteniamo piacere sfogando pulsioni interne senza considerare che potremmo ottenere più piacere trattenendo o reindirizzando su altro la nostra aggressività evitando di guastare rapporti importanti.

    Chi l'ha detto che avere una compagna serve per assolvere bisogni sessuali e affettivi? Magari serve proprio per litigarci, avere qualcuno /cut
    Non sono d'accordo su questo, perchè se il tempo dedicato a urlare da una parte viene tramutato in "piacere /valvola di sfogo", dall'altra(quella di chi subisce le urla) viene tramutato in "tempo sprecato a sentire le imprecazioni altrui senza senso".
    Tanto più che una persona che urla sta rovinando il tempo e l'ambiente anche di chi ascolta (figli, vicini, etc).

    Dal punto di vista monetario ciò che da valore al proprio tempo sono le possibilità di capitalizzare quel lasso di tempo, quindi dipende dalle opportunità che offre il mercato e dalle capacità personali:
    -Le tue qualità (abilità, qualifiche)
    -Territorio
    -Ora (le 10:00 hanno un valore diverso dalle 4:00 in quasi tutti i settori)
    -Evoluzioni del mercato/certezza che si attribuisce alle proprie previsioni (possibilità di carriera, valore remunerativo di investire in una qualifica piuttosto che iniziare subito a lavorare)
    Parametri interessanti, alcuni dei quali anche citati da @Luciom , che inoltre ha aggiunto:

    - valore del tempo in base al modificarsi dell'età anagrafica
    - la fascia oraria a cui corrisponde il tuo "free time" giornaliero
    - la capacità di riformulare l'utilizzo del proprio tempo in caso di incidenti di percorso (modifiche ambientali, nei rapporti, etc)
    Ultima modifica di crazySalsero; 16-07-2014 alle 17:31

  18. #18
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    Perchè tristemente? che soluzione alternativa proponi?
    era solo una sottilissima inside quote del film di virzì
    +Reppami se il mio intervento è stato utile
    -Reppami se il mio intervento non è stato utile.

    [19.47.46] lorenzof: sono io che intostisco il field .it

  19. #19
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    Santa pazienza che pistolotti.
    La cosa paradossale è che avete scritto dei papiri proprio in un thread sul valore ("monetario"?) del tempo.

    Comunque, cercando di essere sintetici, sto cercando di limitare le perdite di tempo al minimo.
    Per il semplice fatto che a 37 anni incomincio a diventare intollerante agli sprechi di ogni tipo.
    Non so quanto valga un'ora del mio tempo. Sicuramente poco.
    So solo che ho smesso di stirare, e non potete davvero avere una vaga idea della qualità di orgasmi mentali che la cosa mi procura ogni volta che ci penso (che è pure una perdita di tempo).

    Il tempo non si guadagna e non lo si perde.
    Il tempo passa.
    Ovvietà.

    E comunque tutto dipende da quanto gli altri siano disposti a pagare per il vostro tempo, perché di per sè, il tempo, non costa nulla.
    Ovvietà 2.

  20. #20
    Scandinavian LAG
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    Era una lezione di ted.com tenuta da un professore sul capitalismo e sul fatto che il sistema di produzione di oggi miri a un incremento dei prodotti spesso ingiustificato rispetto al fabbisogno reale della popolazione, che di fatto "costringe" la società dei lavoratori a orari massacranti senza un fine preciso e globale, ma principamente indirizzato all'arricchimento dei vertici di produzione.
    Appena ho un pò di tempo provo a trovarti il filmato in cui arriva a parlare di questo studio.


    Linka perchè detta così mi sembra una cagata bella grossa.
    Appena posso lo cerco, comunque sicuramente enunciandola voleva portare acqua al mulino della sua tesi con una serie di supposizioni, che comunque sono idealizzazioni.

    Ho fatto un pò di calcoli:

    - popolazione mondiale: 6,9 miliardi
    - soglia d'età lavorativa 15-75 anni: 4,2 miliardi di persone
    - disoccupati nel mondo: 200 milioni di persone
    - lavoratori precari: 900 milioni

    Totale lavoratori: 4 miliardi circa (ho incluso anche i precari ma sappiamo bene che il numero di precari non può essere totalmente assimilato a lavoratori perchè vengono inclusi in un calderone infinito anche per piccole prestazioni lavorative).

    Media lavorativa pro capite: 8 ore al giorno
    Totale ore di lavoro mondiali al giorno per offrire tutti i servizi attuali: 32 miliardi di ore

    Se lavorasse ogni essere umano (anche neonati e vecchietti per ipotesi) ognuno dovrebbe lavorare 32 miliardi di ore/6,9 miliardi di persone = 4 ore e 15 minuti al giorno per garantire i servizi di oggi.

    Credo che se fai una statistica del genere ed elimini tutte quelle ore di lavoro utili a creare eccessi di produzione in ogni ambito (quindi elimini tutti i doppioni di ogni cosa nella vita di una persona) sicuramente le ore mondiali di lavoro al giorno si riducono e quindi si potrebbe scendere ancora rispetto alle 4 ore e 15 minuti.

    Boh, sto idealizzando, ma era una frase utopistica su uno studio che necessariamente sarà stato forzato per far capire l'inutilità di far lavorare un ristretto numero di persone 8 ore a testa piuttosto che tutto il mondo 3 ore o 3/4 della popolazione 5 ore.
    E' una cosa numericamente contestabile, ma concettualmente veritiera a mio avviso sulla gestione del mondo del lavoro.

    Che poi ci siano evidenti problemi nella formazione di tutto il mondo, nei costi del personale e altro mi sembra altrettanto evidente, ma l'esempio era impostato come "ho bisogno di x risorse che sono inferiori delle y risorse che produco oggi, mi servirebbero x-y ore di lavoro, se però le spalmo su una fetta di lavoratori maggiore, è indubbio che lavoreranno tutti meno e avranno tanto "free time" rispetto a oggi."

    Citazione Originariamente Scritto da Luciom Visualizza Messaggio

    Non è vero. Se allunghi la vita guadagni tempo.

    Se elimini mansioni che per altri non sono eliminabili (perchè non hanno il denaro o le skill per permettersi quelle soluzioni) anche.

    Per capirci tutti devono "andare al lavoro". Se te sei nelle condizioni di andarci in elicottero guidato da altri guadagni proprio tempo, rispetto al benchmark per il quale un tot del tuo tempo nella tua vita sarà sprecato andando al lavoro.

    Tu forse sbagli partendo dall'ipotesi che le 24 ore siano "tue". Non lo sono, un certo numero di ore è necessario per le funzioni biologiche dell'organismo (sonno, procurarsi e preparare il cibo e l'acqua etc).

    Non è che parti proprietario delle 24 ore e man mano le perdi.

    L'entità che sta discutendo in questo thread, ovvero la coscienza di crazysalsero, magari può sentirsa proprietaria delle 24 ore, ma un bel pò di quel tempo è ipotecato dall'organismo biologico che ti ospita

    Ridurre l'entità di quell'ipoteca è imo a tutti gli effetti "un guadagno di tempo".
    Stiamo dicendo la stessa cosa ma in termini diversi. Per me quello di cui parli tu è il "free time".

    Il tempo è il tempo, 24 ore, moltiplicate per gli anni che vivi e ottieni il tuo tempo.

    Ora, puoi ipotizzare che il tuo tempo giornaliero sia suddiviso in:
    Tempo in un giorno = tempo necessario (biologico, lavoro) + free time

    e quello totale della tua vita in:
    Tempo in una vita = numero di anni che vivi * tempo in un giorno

    L'unico modo per "allungare il tuo tempo" è vivere di più, per farlo hai bisogno ad esempio di vivere bene, pochi stress, comprare cibo buono, avere tutti i soldi che vuoi per curarti al meglio ogni volta al fine di essere performante il più a lungo possibile.
    Quindi l'unico modo che hai per aumentare il tuo tempo in durata è agire sulla variabile "numero di anni che vivi".

    Quello di cui invece parli tu è un equilibrio tra le variabili del tempo che hai in un giorno, ossia:

    Tempo in un giorno = tempo necessario (biologico, lavoro) + free time

    Riprendendo il tuo esempio, lavori 7 ore al giorno e senza l'elicottero il tuo "tempo necessario" è ad esempio 3 ore di spostamenti in più, quindi traducendo:

    Tempo in un giorno = 7 ore di lavoro + 3 ore di spostamento + 11 ore per funzioni biologiche + free time

    Da cui si deduce che avrai 3 ore di free time al giorno, mentre la persona che ha l'elicottero ha 6 ore di free time al giorno risparmiando una parte di tempo (che non gli allunga il tempo assoluto o forse in parte perchè sarà meno stressato dalla routine, ma gli aumenta principalmente il free time).

    Quando hai più free time sostanzialmente hai "guadagnato" rispetto a un altro individuo o rispetto a te stesso che non ha quel free time added, ma non in senso assoluto.

    Quindi in definitiva aumenta il VALORE DEL TUO TEMPO GLOBALE, non il tempo.

    E' ovvio che se facciamo coincidere il nostro tempo SOLO con il "free time" allora sì, l'elicottero ALLUNGA il tuo tempo e la tua vita, ma sarebbe considerare solo una parte del tempo di vita.
    Ultima modifica di crazySalsero; 16-07-2014 alle 23:19

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