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Discussione: >>> Official April***Thread - NO LAME BBV <<<

  1. #21
    Monkey Tilt
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    test x sapere quanto 6 un malato

    Spoiler:
    se hai passato tutto il video guardando in mezzo alle gambe di quella ke sta dietro complimenti..6 un malato

  2. #22
    Scandinavian LAG L'avatar di self outplayato
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    Citazione Originariamente Scritto da NGPPAT Visualizza Messaggio


    test x sapere quanto 6 un malato

    Spoiler:
    se hai passato tutto il video guardando in mezzo alle gambe di quella ke sta dietro complimenti..6 un malato
    Same here 😂

    Sent from rdm-I.droid II
    Remember to always be yourself. Unless you suck.

    Communist until you get rich;
    Feminist until you get married;
    Atheist until the airplane starts falling.

    ........ - The Hypocrite Diaries

  3. #23
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    dopo il trollaggio del disegno perchè non passare al trollaggio di questo raccontino. Spero che vi piaccia: in teoria dovrebbe anche essere divertente.

    ---

    Cose da fare perchè mi va: fare a testate con una capretta.
    Fare a testate con una capretta: il primo punto di una lista di cose da fare piuttosto bizzarra. Questo è il tentativo di portarla termine.

    Spoiler:
    Ricordo di averlo visto fare in tv, in uno di qui programmi che mostrano filmati idioti.

    “Prima di morire vorrei provare a farlo”. Era un modo di dire ma mi fece riflettere: perché qualcuno dovrebbe fare le cose che gli piacciono solo perché sta per morire?

    Guardai con più attenzione il filmato della capra e la cosa mi sembrò fattibile: mi bastava trovare una capra, un casco e mettermi carponi.

    Fu così che ‘fare a testate con una capretta’ divenne il primo punto della mia personale lista di cose da fare perché mi va.

    I preparativi iniziarono dalla cosa più semplice da trovare, il casco. L’idea era di usarne uno a scodella, come quello che avevo da ragazzino quando andavo in motorino. Era senza visiera e copriva solo la parte superiore della testa come un elmetto. Leggero e poco ingombrante sembrava la soluzione migliore per avere la massima mobilità.

    Scoprii a malincuore che erano fuori commercio per via dell’omologazione così dovetti cercare un’alternativa tra i caschi per attività sportive: la scelta finale cadde su casco da alpinisti.

    Risolto il primo problema ora veniva la parte difficile, trovare la capra.

    Dalla mia avevo il vantaggio di abitare in campagna, in un piccolo centro urbano: in paese molti allevavano piccoli animali e di sicuro qualcuno possedeva una capra. Il problema era come spiegare a un allevatore quello che volevo fare e convincerlo a ‘prestarmi’ una capra.

    “Scusi, avrei bisogno della sua capretta, me la impresta per mezz’ora?”,

    “Perché?

    “Per prendermi a testate”

    Dovevo essere realista: anche preparando un discorso convincente, trovare qualcuno disposto ad aiutarmi sarebbe stata un’impresa ai limiti del possibile, forse anche proponendo un compenso.

    Un modo per aggirare il problema ed eliminarlo alla fonte poteva essere quello di acquistare io stesso una capra ma riflettendoci meglio quella soluzione avrebbe creato più problemi di quanti ne risolvesse: dove l’avrei messa? Come gli avrei dato da mangiare? E poi quanto costa una capra?

    No, comprare una capra era fuori discussione.

    La ricerca di una soluzione fece soltanto crescere le domande: quanto doveva essere grande la capra e di che razza doveva essere?

    Assumendo di utilizzare una capretta diciamo più piccola possibile, dovevo essere certo che la cosa fosse sicura dal punto di vista fisico, così giusto per evitare di rompermi l’osso del collo scornandomi con un caprone di montagna.

    Provai a cercare informazioni sulle varie specie di capre ma nonostante l’immensa della rete, non trovai una risposta precisa. Al mondo ne esistevano una decina di specie, tutte con nomi latini impronunciabili. Le informazioni erano troppe e per capirci qualcosa serviva una laurea in zoologia.

    L’unica cosa utile fu analizzare con attenzione il video che avevo visto in tv: mi diede un’idea più precisa delle forze in gioco ma soprattutto della taglia della capra da cercare. Doveva essere delle dimensioni di un cane di taglia media e senza corna.

    In quel momento però un dubbio mi assalì: la capra doveva essere maschio o femmina? Forse solo le capre maschio facevano a testate mentre le femmine erano meno aggressive. Non avendo una risposta, decisi che mi sarei preoccupato della cosa una volta trovata la capra.

    Fu così che tornai al problema principale: dove minchia la trovavo una capra?

    Provai a chiedere in paese facendo il vago e trovai l’aiuto del mio amico Paolo: suo zio faceva il contadino e tra i vari animali da allevamento aveva anche una capretta.

    Feci fatica a spiegargli quel che volevo fare ma una volta convinto che non lo stavo prendendo in giro fu contento di aiutarmi, per lui erano risate assicurate.

    Qualche giorno dopo andammo insieme a casa di suo zio per fare un sopralluogo: Paolo entrò dal cancello come se quella fosse casa sua e quando gli chiesi di suo zio mi rispose che lo aveva avvertito il giorno prima e che a quell’ora era a lavoro. Doveva essere molto in confidenza con suo zio.

    Dal cortile, attraversammo il prato fino a raggiungere il recinto degli animali. A vederla così, la capretta sembrava delle dimensioni giuste, forse addirittura più piccola di quanto mi aspettassi. Bastava aspettare che il padrone di casa fosse occupato con i suoi lavori ed era fatta.

    Fissammo l’incontro (non saprei in che altro modo chiamarlo) per il sabato successivo con ritrovo direttamente a casa dello zio. Nel frattempo la cosa si allargò a un paio di amici, che una volta saputo quel che volevo fare, non se lo sarebbero perso per niente al mondo. Io avrei preferito mantenere la cosa tra me e Paolo ma la casa era di suo zio e la decisione spettava a lui. Da parte mia l’unico veto che imposi fu il divieto assoluto di fare foto e video.

    Quel giorno tutti erano già arrivati prima di me e li trovai ad aspettarmi accanto al recinto degli animali. Fu un momento imbarazzante: quella non era una bravata venuta fuori sul momento ma l’avevo pianificata con attenzione.

    Paolo accompagnò la capretta fuori dal recinto e andammo tutti verso il centro del prato dove c’era più spazio. Feci qualche passo attorno a me per controllare che per terra fosse pulito: se in quel prato ci razzolavano gli animali poteva esserci il rischio di calpestare qualcosa di spiacevole.

    Guardai la capretta con aria di sfida come se fosse un avversario salito sul ring. Ripetevo a me tesso che era stupido sentirsi teso per una sfida contro una capra soprattutto perché dall’altra parte l’animale sembrava tranquillo, forse anche troppo.

    Indossai il casco e mi misi a quattro zampe di fronte alla capra. Pochi secondi a terra e il fisico mi ricordò che l’uomo cammina in posizione eretta: oltre al dolore alle ginocchia il casco faceva spessore tra la testa e il collo rendendo difficile guardare avanti.

    Da quella prospettiva tutto era diverso: distinguevo uno per uno i ciuffi d’erba e gli insetti che ci passavano in mezzo. La capretta che prima guardavo dall’alto verso il basso, ora che la guardavo dritta negli occhi sembrava più grossa e minacciosa.

    Tentai di iniziare lo scontro avvicinandomi alla capra ma ogni volta che mi muovevo, l’animale indietreggiava mantenendo le distanze. Dovevo trovare un modo per provocarla e spingerla ad attaccarmi ma cosa potevo fare, tirargli la barbetta?

    Accennai un altro movimento in avanti ma il risultato fu lo stesso. Chissà se il ragazzo del video aveva faticato così tanto per portare la capra allo scontro.

    Paolo e gli altri erano pieni di suggerimenti perlopiù inutili, intanto il tempo passava e rimanere a carponi si faceva sempre più doloroso.

    Cambiai strategia: mi alzai in piedi e mi avvicinai alla capretta di soppiatto per non farla spaventare poi la colpii con una testata dall’alto. La bestiola sembrò reagire e dopo il terzo colpo mi misi a quattro zampe rimanendole vicino. Questa volta fu lei a venirmi incontro e a colpirmi. Era fatta.

    Dopo il colpo arretrai e rimasi fermo per farle prendere coraggio. Dopo un attimo di esitazione la capretta mi venne contro e da quel momento fu un susseguirsi di colpi sempre più forti: sollevavo la schiena, caricavo il colpo, trattenevo il fiato, chiudevo gli occhi e colpivo cadendo in avanti. Le botte rimbombavano nel casco mescolate alle risate e agli incitamenti in sottofondo. Testata, rincorsa e testata la cosa durò un paio di minuti.

    I colpi stavano diventando violenti ed ero a corto di fiato così abbassai l’intensità fino a terminare lo scontro.

    Mi alzai in piedi e feci qualche passo per sgranchirmi le gambe, la capretta invece rimase ferma come se si aspettasse di continuare: aveva esitato ad iniziare lo scontro e ora ci aveva preso gusto?

    Evitai di raccogliere la sfida: per me era sufficiente ed ero contento di poter depennare il primo punto della lista.


    Enrico Guastadisegni Blog: Cose da fare perchè mi va: fare a testate con una capretta.
    chi fa di se stesso una bestia si sbarazza della pena di essere uomo. (dr. Johnson)

  4. #24
    Calling Station L'avatar di EpicFoldGuy
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    Citazione Originariamente Scritto da sgamble Visualizza Messaggio
    dopo il trollaggio del disegno perchè non passare al trollaggio di questo raccontino. Spero che vi piaccia: in teoria dovrebbe anche essere divertente.

    ---

    Cose da fare perchè mi va: fare a testate con una capretta.
    Fare a testate con una capretta: il primo punto di una lista di cose da fare piuttosto bizzarra. Questo è il tentativo di portarla termine.

    Spoiler:
    Ricordo di averlo visto fare in tv, in uno di qui programmi che mostrano filmati idioti.

    “Prima di morire vorrei provare a farlo”. Era un modo di dire ma mi fece riflettere: perché qualcuno dovrebbe fare le cose che gli piacciono solo perché sta per morire?

    Guardai con più attenzione il filmato della capra e la cosa mi sembrò fattibile: mi bastava trovare una capra, un casco e mettermi carponi.

    Fu così che ‘fare a testate con una capretta’ divenne il primo punto della mia personale lista di cose da fare perché mi va.

    I preparativi iniziarono dalla cosa più semplice da trovare, il casco. L’idea era di usarne uno a scodella, come quello che avevo da ragazzino quando andavo in motorino. Era senza visiera e copriva solo la parte superiore della testa come un elmetto. Leggero e poco ingombrante sembrava la soluzione migliore per avere la massima mobilità.

    Scoprii a malincuore che erano fuori commercio per via dell’omologazione così dovetti cercare un’alternativa tra i caschi per attività sportive: la scelta finale cadde su casco da alpinisti.

    Risolto il primo problema ora veniva la parte difficile, trovare la capra.

    Dalla mia avevo il vantaggio di abitare in campagna, in un piccolo centro urbano: in paese molti allevavano piccoli animali e di sicuro qualcuno possedeva una capra. Il problema era come spiegare a un allevatore quello che volevo fare e convincerlo a ‘prestarmi’ una capra.

    “Scusi, avrei bisogno della sua capretta, me la impresta per mezz’ora?”,

    “Perché?

    “Per prendermi a testate”

    Dovevo essere realista: anche preparando un discorso convincente, trovare qualcuno disposto ad aiutarmi sarebbe stata un’impresa ai limiti del possibile, forse anche proponendo un compenso.

    Un modo per aggirare il problema ed eliminarlo alla fonte poteva essere quello di acquistare io stesso una capra ma riflettendoci meglio quella soluzione avrebbe creato più problemi di quanti ne risolvesse: dove l’avrei messa? Come gli avrei dato da mangiare? E poi quanto costa una capra?

    No, comprare una capra era fuori discussione.

    La ricerca di una soluzione fece soltanto crescere le domande: quanto doveva essere grande la capra e di che razza doveva essere?

    Assumendo di utilizzare una capretta diciamo più piccola possibile, dovevo essere certo che la cosa fosse sicura dal punto di vista fisico, così giusto per evitare di rompermi l’osso del collo scornandomi con un caprone di montagna.

    Provai a cercare informazioni sulle varie specie di capre ma nonostante l’immensa della rete, non trovai una risposta precisa. Al mondo ne esistevano una decina di specie, tutte con nomi latini impronunciabili. Le informazioni erano troppe e per capirci qualcosa serviva una laurea in zoologia.

    L’unica cosa utile fu analizzare con attenzione il video che avevo visto in tv: mi diede un’idea più precisa delle forze in gioco ma soprattutto della taglia della capra da cercare. Doveva essere delle dimensioni di un cane di taglia media e senza corna.

    In quel momento però un dubbio mi assalì: la capra doveva essere maschio o femmina? Forse solo le capre maschio facevano a testate mentre le femmine erano meno aggressive. Non avendo una risposta, decisi che mi sarei preoccupato della cosa una volta trovata la capra.

    Fu così che tornai al problema principale: dove minchia la trovavo una capra?

    Provai a chiedere in paese facendo il vago e trovai l’aiuto del mio amico Paolo: suo zio faceva il contadino e tra i vari animali da allevamento aveva anche una capretta.

    Feci fatica a spiegargli quel che volevo fare ma una volta convinto che non lo stavo prendendo in giro fu contento di aiutarmi, per lui erano risate assicurate.

    Qualche giorno dopo andammo insieme a casa di suo zio per fare un sopralluogo: Paolo entrò dal cancello come se quella fosse casa sua e quando gli chiesi di suo zio mi rispose che lo aveva avvertito il giorno prima e che a quell’ora era a lavoro. Doveva essere molto in confidenza con suo zio.

    Dal cortile, attraversammo il prato fino a raggiungere il recinto degli animali. A vederla così, la capretta sembrava delle dimensioni giuste, forse addirittura più piccola di quanto mi aspettassi. Bastava aspettare che il padrone di casa fosse occupato con i suoi lavori ed era fatta.

    Fissammo l’incontro (non saprei in che altro modo chiamarlo) per il sabato successivo con ritrovo direttamente a casa dello zio. Nel frattempo la cosa si allargò a un paio di amici, che una volta saputo quel che volevo fare, non se lo sarebbero perso per niente al mondo. Io avrei preferito mantenere la cosa tra me e Paolo ma la casa era di suo zio e la decisione spettava a lui. Da parte mia l’unico veto che imposi fu il divieto assoluto di fare foto e video.

    Quel giorno tutti erano già arrivati prima di me e li trovai ad aspettarmi accanto al recinto degli animali. Fu un momento imbarazzante: quella non era una bravata venuta fuori sul momento ma l’avevo pianificata con attenzione.

    Paolo accompagnò la capretta fuori dal recinto e andammo tutti verso il centro del prato dove c’era più spazio. Feci qualche passo attorno a me per controllare che per terra fosse pulito: se in quel prato ci razzolavano gli animali poteva esserci il rischio di calpestare qualcosa di spiacevole.

    Guardai la capretta con aria di sfida come se fosse un avversario salito sul ring. Ripetevo a me tesso che era stupido sentirsi teso per una sfida contro una capra soprattutto perché dall’altra parte l’animale sembrava tranquillo, forse anche troppo.

    Indossai il casco e mi misi a quattro zampe di fronte alla capra. Pochi secondi a terra e il fisico mi ricordò che l’uomo cammina in posizione eretta: oltre al dolore alle ginocchia il casco faceva spessore tra la testa e il collo rendendo difficile guardare avanti.

    Da quella prospettiva tutto era diverso: distinguevo uno per uno i ciuffi d’erba e gli insetti che ci passavano in mezzo. La capretta che prima guardavo dall’alto verso il basso, ora che la guardavo dritta negli occhi sembrava più grossa e minacciosa.

    Tentai di iniziare lo scontro avvicinandomi alla capra ma ogni volta che mi muovevo, l’animale indietreggiava mantenendo le distanze. Dovevo trovare un modo per provocarla e spingerla ad attaccarmi ma cosa potevo fare, tirargli la barbetta?

    Accennai un altro movimento in avanti ma il risultato fu lo stesso. Chissà se il ragazzo del video aveva faticato così tanto per portare la capra allo scontro.

    Paolo e gli altri erano pieni di suggerimenti perlopiù inutili, intanto il tempo passava e rimanere a carponi si faceva sempre più doloroso.

    Cambiai strategia: mi alzai in piedi e mi avvicinai alla capretta di soppiatto per non farla spaventare poi la colpii con una testata dall’alto. La bestiola sembrò reagire e dopo il terzo colpo mi misi a quattro zampe rimanendole vicino. Questa volta fu lei a venirmi incontro e a colpirmi. Era fatta.

    Dopo il colpo arretrai e rimasi fermo per farle prendere coraggio. Dopo un attimo di esitazione la capretta mi venne contro e da quel momento fu un susseguirsi di colpi sempre più forti: sollevavo la schiena, caricavo il colpo, trattenevo il fiato, chiudevo gli occhi e colpivo cadendo in avanti. Le botte rimbombavano nel casco mescolate alle risate e agli incitamenti in sottofondo. Testata, rincorsa e testata la cosa durò un paio di minuti.

    I colpi stavano diventando violenti ed ero a corto di fiato così abbassai l’intensità fino a terminare lo scontro.

    Mi alzai in piedi e feci qualche passo per sgranchirmi le gambe, la capretta invece rimase ferma come se si aspettasse di continuare: aveva esitato ad iniziare lo scontro e ora ci aveva preso gusto?

    Evitai di raccogliere la sfida: per me era sufficiente ed ero contento di poter depennare il primo punto della lista.


    Enrico Guastadisegni Blog: Cose da fare perchè mi va: fare a testate con una capretta.
    Spoiler:


    Spoiler:
    giuro che l'ho letto però ti invidio, anch'io vorrei scrivere qualcosa magari è la volta buona che colgo la voglia vedendo la tua

  5. #25
    Scandinavian LAG L'avatar di CrackUrLuck
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    "Incapaci di fare forte ciò che è giusto, abbiamo fatto giusto ciò che è forte." (Blaise Pascal)

  6. #26
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    ed eccoci qui anche ad Aprile

    12 ore al giorno al pc a lanciare bb per aria

    buona Pasqua a tuttiiiiiiiiiiiiiii

    You wouldn’t jump out of an airplane at 32,000 feet without a parachute just because one guy did it and walked away unscathed. Plan for the rule, not the exception.

    VOGLIO RUNNARE COME QUELLO SCULATO DI POLPETTA CHE NON PERDE UN POT MANCO A PIANGERE(Seven986 cit.)

    zio_slim: polpetta scula ininterrottamente dal 2006!

    Elite Poker School Coach skype: tlstls288028

  7. #27
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    "il silenzio degli ignIoranti"

    https://www.facebook.com/pages/Diven...17?sk=timeline

    questa pagina è una droga
    For us to live any other way was nuts. Uh, to us, those goody-good people who worked shitty jobs for bum paychecks and took the subway to work every day, and worried about their bills, were dead. I mean they were suckers. They had no balls.

  8. #28
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    ciao puttanelle !
    "finisco questa sessione e poi trombiamo; se vuoi, puoi cominciare da sola." (cit. astrognauta)

  9. #29
    Scandinavian LAG L'avatar di xplosive
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    For us to live any other way was nuts. Uh, to us, those goody-good people who worked shitty jobs for bum paychecks and took the subway to work every day, and worried about their bills, were dead. I mean they were suckers. They had no balls.

  10. #30
    Antonius L'avatar di Gigaset
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    Citazione Originariamente Scritto da xplosive Visualizza Messaggio
    il tizio strafatto che passa e dice " dai che sai cosa sono "

    ahahahhahahahahaha epic

  11. #31
    Scandinavian LAG
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    Semigay mi mancava...cosa sarebbe,una sorta di polarized gay?




  12. #32
    Scandinavian LAG L'avatar di Reds46
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    Streaming Live ? Only The Barracudas

    Per chi non si è ancora ripreso dalla sbronza post-grigliata....

    Un commento degno della finale di scala 40 all'oratorio.
    "Il punto di arrivo va inseguito e mai trovato, perche' il confortevole momento in cui senti di averlo raggiunto in realta' non e' altro che il tonfo della pigrizia e della presunzione." Christian Favale

  13. #33
    Monkey Tilt L'avatar di Bilardojoe
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    Citazione Originariamente Scritto da Reds46 Visualizza Messaggio
    Streaming Live ? Only The Barracudas

    Per chi non si è ancora ripreso dalla sbronza post-grigliata....

    Un commento degno della finale di scala 40 all'oratorio.
    ma chi è sta gente

    Sto Jo Bennett di 89 anni mi sembra competente
    "Cheap leader è colui (o colei, in questo caso) che alla fine della giornata detiene il numero più alto di fish"

    "Mario u can't play poker like Minieri and bluff like Berlusconi"

  14. #34
    Antonius L'avatar di dehc
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    > napolibett : finca la barca va lasce lantare

  15. #35

  16. #36
    Tight Agressive
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  17. #37
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    Qualcuno mi spiega il senso di tutto ciò?
    E per senso intendo qualcosa di umanamente intelligibile e non le solite cazzate del tipo "uno, coi soldi, può farci ciò che vuole".
    Perché se anche avessi soldi che mi spuntano dai peli del naso, mi sembrerebbe di essere preso per il culo da chi fabbrica sti oggetti per decerebrati (sì, sto insultando).

    Vertu Official Site

    Con particolare riferimento alla sezione 'signature' (ma anche tutto il resto...)

  18. #38
    Calling Station L'avatar di L.Ferioli
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    Citazione Originariamente Scritto da Platinum Visualizza Messaggio
    Qualcuno mi spiega il senso di tutto ciò?
    E per senso intendo qualcosa di umanamente intelligibile e non le solite cazzate del tipo "uno, coi soldi, può farci ciò che vuole".
    Perché se anche avessi soldi che mi spuntano dai peli del naso, mi sembrerebbe di essere preso per il culo da chi fabbrica sti oggetti per decerebrati (sì, sto insultando).

    Vertu Official Site

    Con particolare riferimento alla sezione 'signature' (ma anche tutto il resto...)
    Va be ti ci è voluto sto vertu per farti questa domanda?
    Anche il Rolex segna l'ora come tutti gli altri orologi.
    Prendi un prodotto, lo impianti d'oro e diamanti, aggiungi 2 zeri e se diventa uno status symbol hai sbancato.
    (ci sta provando pure l'Apple col whatch da 10k)

  19. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da L.Ferioli Visualizza Messaggio
    Va be ti ci è voluto sto vertu per farti questa domanda?
    Anche il Rolex segna l'ora come tutti gli altri orologi.
    Prendi un prodotto, lo impianti d'oro e diamanti, aggiungi 2 zeri e se diventa uno status symbol hai sbancato.
    (ci sta provando pure l'Apple col whatch da 10k)
    Ovviamente non mi ci è voluto il vertu, ma questo è un caso davvero estremo.
    Poi il paragone non è proprio azzeccato, nel senso che un orologio (anche se sopravvalutato come il Rolex) ha una vita decisamente più longeva rispetto a un cellulare.
    Un Muller di 10 anni fa ha comunque un mercato degno di essere valutato, mentre sappiamo perfettamente quanto sia la vita di un cellulare oggi.
    Qui si parla di un telefono da 10.000 euro. Un oggetto che domani avrà valore (forse) solamente per tutto ciò che gli hanno attaccato intorno o per il marchio, se resisterà.
    Per non parlare degli accessori: caricabatteria e cavo caricabatteria a 60 euro, solo perché marchiati vertu.
    Poi va beh che la gente fa la fila davanti ai negozi monomarca una settimana prima dell'uscita di un prodotto solamente per poter dire di essere stati i primi ad averlo, ma bisognerebbe trovare un limite alla follia.

  20. #40
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