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Discussione: #ChiediloaCbet Socio-lavoratore di una Srl

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da lorymarbury Visualizza Messaggio
    allora da quello che dice vi inquadra come collaboratori e non come dipendenti facendovi pagare inps artigiani e commercianti.
    NOn è nessun trick particolare eh
    Eh il trick (almeno dal mio lato) è che la % di contribuzione inps per quell'inquadramento è + bassa che i dipendenti normali, non ne avevo idea.
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  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da ceca77 Visualizza Messaggio
    Approfitto della discussione e delle vostre figure professionali

    Ho una piccola ditta individuale, fino all'anno scorso lavoravo da solo ma, da un anno a questa parte, sia per diminuire il carico sulle mie spalle che per fa fronte alla crescente domanda, ho assunto un dipendente già formato ed indipendente (18 anni di esperienza nel settore), che pago molto profumatamente.
    Ora, visto che il fatturato è cresciuto molto (2013-2014 +20%, 2014-2015 +50% più o meno), mi ritrovo per due anni di fila a pagare un botto di tasse. Avrei dei vantaggi a trasformare la mia attività in una srl unipersonale o semplificata (tralaltro, che differenza c'è)? Eventualmente a far entrare in società il mio dipendente (lui sarebbe disposto) ?

    Chiedo perchè sto cominciando a dubitare dell'operato del mio commercialista (che finora l'unica cosa che mi ha detto è "lavora meno")
    far entrare tuo dipendente in società si qualcosa la risparmi sicuro visto che sul suo costo risparmi l'irap e risparmi su tutte quelle tutele che ha dipendente ( tfr, 13esima ecc ). Poi dipende sempre da quanto lo paghi e quanto fattura società.

    Cambiare società dal punto di vista della tassazione i cambi son davvero minimi non ne vale quasi mai la pena.
    Ma va visto sempre caso per caso.

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da cirusguti Visualizza Messaggio
    @gelsomino

    Se diventate soci sicuramente la srl quando e se distribuirà gli utili è obbligata a versarveli, accordi contrari, a quanto ricordo dall'esame di diritto commerciale, sono assolutamente vietati.

    Io sinceramente non vedo vantaggi per voi nel diventare soci.
    ah per loro, tra l'altro a quella quota praticamente nessuno , ma non credo nemmeno il capo gli stia dicendo cose diverse dal" io ci risparmio a voi non cambia nulla", che comunque non è vero perchè pagare meno contributi Inps= meno contributi Inps a montante per dipendente e certamente non avranno Tfr, non avranno contratti con 13esima, bisogna vedere se possono accedere alla nuova Naspi ( disoccupazione ) in caso di licenziamento/fallimento.
    Insomma certo che loro ci rimettono soltanto. Non si pagano meno tasse a caso.

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da lorymarbury Visualizza Messaggio
    allora da quello che dice vi inquadra come collaboratori e non come dipendenti facendovi pagare inps artigiani e commercianti.
    NOn è nessun trick particolare eh
    Insomma... Lavorano in azienda 8h/day ma vengono inquadrati come collaboratori. Per me è un trick (= trucco, trabocchetto) bello e buono.

    Mi scuso per l'O.T.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da cirusguti Visualizza Messaggio
    @gelsomino

    Se diventate soci sicuramente la srl quando e se distribuirà gli utili è obbligata a versarveli, accordi contrari, a quanto ricordo dall'esame di diritto commerciale, sono assolutamente vietati.

    Io sinceramente non vedo vantaggi per voi nel diventare soci.
    Con una quota dell'1% non dovrebbero godere di chissà quali utili in caso di distribuzione.

    Fatta questa (inutile) premessa, se l'assemblea dei soci non delibera post approvazione del bilancio la distribuzione degli utili (o di parte di essi) tra i soci, questi rimangono in società.
    Ed essendoci un socio che detiene più del 90% del capitale sociale (e quindi dei diritti di voto), è di fatto lui che decide per tutti.


    Edit: Ciò che probabilmente ricorderai dall'esame di diritto commerciale è il divieto del cosiddetto "patto leonino" (art. 2265 Cod. Civile: "E' nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite").
    Ultima modifica di Vodka84; 18-04-2016 alle 15:54

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Vodka84 Visualizza Messaggio
    Con una quota dell'1% non dovrebbero godere di chissà quali utili in caso di distribuzione.

    Fatta questa (inutile) premessa, se l'assemblea dei soci non delibera post approvazione del bilancio la distribuzione degli utili (o di parte di essi) tra i soci, questi rimangono in società.
    Ed essendoci un socio che detiene più del 90% del capitale sociale (e quindi dei diritti di voto), è di fatto lui che decide per tutti.


    Edit: Ciò che probabilmente ricorderai dall'esame di diritto commerciale è il divieto del cosiddetto "patto leonino" (art. 2265 Cod. Civile: "E' nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite").
    E' esattamente quello che intendevo, anche per i punti che hai evidenziato tu, non vedo il vantaggio per prendere una quota così piccola di una SRL, a meno di patti parasociali che prevedano qualche clausola per influenzare in qualche modo l'operato dell'Amministratore ma non mi pare sia il caso di OP, il tutto lasciando poi perdere gli eventuali problemi contributivi.

  7. #27
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    Ho una piccola ditta individuale, fino all'anno scorso lavoravo da solo ma, da un anno a questa parte, sia per diminuire il carico sulle mie spalle che per fa fronte alla crescente domanda, ho assunto un dipendente già formato ed indipendente (18 anni di esperienza nel settore), che pago molto profumatamente.
    Ora, visto che il fatturato è cresciuto molto (2013-2014 +20%, 2014-2015 +50% più o meno), mi ritrovo per due anni di fila a pagare un botto di tasse. Avrei dei vantaggi a trasformare la mia attività in una srl unipersonale o semplificata (tralaltro, che differenza c'è)? Eventualmente a far entrare in società il mio dipendente (lui sarebbe disposto) ?

    Chiedo perchè sto cominciando a dubitare dell'operato del mio commercialista (che finora l'unica cosa che mi ha detto è "lavora meno")
    - Srl unipersonale = Srl con un unico socio.
    Rispetto ad una Srl "normale" (ossia con più soci), l'unica differenza sta nel fatto che in sede di costituzione devi versare interamente il capitale sociale sottoscritto (e non solamente "almeno il 25%" come previsto per le Srl pluripersonali).
    Non so dirti con certezza a cosa andresti in conto in caso di fallimento, nel senso che non sono certo se la tua posizione di socio limitatamente responsabile fino all'ammontare del capitale sociale sottoscritto non possa venire meno ed essere pertanto equiparato ad un titolare di ditta individuale, per definizione illimitatamente responsabile per il proprio intero patrimonio.

    - Srl semplificata (quella con capitale sociale minimo 1€ per intenderci).
    Qui il grosso vantaggio, sulla carta, è che non hai l'obbligo di vincolare lo stesso capitale sociale minimo previsto per una Srl "normale" (pari a 10.000€).
    Tieni presente però che il capitale sociale rappresenta una sorta di garanzia verso i fornitori con cui hai/avrai a che fare. Presentarsi con la veste di Srl semplificata non è pertanto un buon biglietto da visita.

    La convenienza, dal punto di vista fiscale, a passare dal tuo attuale status di titolare di ditta individuale ad una Srl non è così determinante ai fini della scelta.
    Ciò che conta è, a mio parere, la considerazione del fatto se il volume di affari della tua ditta individuale non abbia ormai raggiunto un livello tale da rendere preferibile il passaggio ad una Srl (la quale prevede appunto il vantaggio di renderti responsabile fino all'importo del capitale sociale sottoscritto), piuttosto che rimanere un imprenditore individuale illimitatamente responsabile.
    La scelta pertanto deve essere frutto di un'approfondita analisi e, come detto, la questione fiscale non è, a mio avviso, quella preponderante.

  8. #28
    Antonius L'avatar di conilmionome
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    Citazione Originariamente Scritto da lorymarbury Visualizza Messaggio
    ah per loro, tra l'altro a quella quota praticamente nessuno , ma non credo nemmeno il capo gli stia dicendo cose diverse dal" io ci risparmio a voi non cambia nulla", che comunque non è vero perchè pagare meno contributi Inps= meno contributi Inps a montante per dipendente e certamente non avranno Tfr, non avranno contratti con 13esima, bisogna vedere se possono accedere alla nuova Naspi ( disoccupazione ) in caso di licenziamento/fallimento.
    Insomma certo che loro ci rimettono soltanto. Non si pagano meno tasse a caso.
    Certo che se può scegliere dovrebbe assolutamente rifiutare, però sono sicuro che lo hanno messo di fronte a un unica via della serie o così o così, se ti va bene, se no ti arrangi. Secondo me per quello stipendio mettersi in mezzo a queste situazioni non ha molto senso. Appunto poi lavori per 10-20 anni e se l'azienda fallisce a caso ti ritrovi senza tfr e con dei contributi inps dubbi. Tralaltro versi di tasca tua una quota societaria e non otterrai mai gli utili seppur bassi dell'1% mi sembra un po assurdo, io ricordo di aver studiato il divieto di patto leonino ma non so nella pratica come funzionano le cose poi. Resta il fatto che questi utili prima o poi dovranno essere gestiti in qualche modo, cioè reinvestiti in azienda o intascati. Anche se non si decide nulla nell'eventuale reinvestimento in quanto socio non amministratore con quota ridicola, ci sarà un momento prima o poi in cui questi utili dovranno essere redistribuiti o no? Altrimenti come paga le bollette normali di casa sua il datore di lavoro? Se ricicla i soldi dell'azienda in quanto socio suppongo tu possa lamentarti e fare qualcosa legalmente. Cioè teoricamente non può pagare la sua spesa con i soldi della società, poi lo fanno, ma se sono soci unici e si girano i soldi come vogliono e nessuno controlla. Ma se sei socio anche tu, potrai vedere i conti e chiedere spiegazioni sul l'operato nel caso.
    Quindi presto o tardi vedrai che dovrà essere deliberata una redistribuzione degli utili e mi sembra appunto che sia vietato il patto per chi, anche se solo per l'1%, questi non gli spettino perché si sono messi (illegalmente) d'accordo.
    Se proprio vuoi accettare e ti costringe, poi stai attento e richiedi la tua parte di utili quando è ora. Della serie, hai voluto risparmiare le tasse? Si, ma ora mi paghi il mio 1% di utili, tanto puoi anche fingere di accettare l'accordo, ma, non essendo legalmente valido, quando è ora, batti cassa.
    Prova a sentire il parere di un commercialista serio prima di entrare in questo caos, e se ci sono problemi, vedi come puoi agire. Metti caso che non ti pagano per uno o due mesi perché sono in cattive acque, che diritti hai? Magari pochissimi visto che sei "socio" e non dipendente. È tutto un trick per deresponsabilizzarsi, pagare meno e nel caso cazzi tuoi.
    Ultima modifica di conilmionome; 18-04-2016 alle 17:26
    Se sei incerto o titubante tira un 5 oppure un fante

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da conilmionome Visualizza Messaggio
    Certo che se può scegliere dovrebbe assolutamente rifiutare, però sono sicuro che lo hanno messo di fronte a un unica via della serie o così o così, se ti va bene, se no ti arrangi. Secondo me per quello stipendio mettersi in mezzo a queste situazioni non ha molto senso. Appunto poi lavori per 10-20 anni e se l'azienda fallisce a caso ti ritrovi senza tfr e con dei contributi inps dubbi. Tralaltro versi di tasca tua una quota societaria e non otterrai mai gli utili seppur bassi dell'1% mi sembra un po assurdo, io ricordo di aver studiato il divieto di patto leonino ma non so nella pratica come funzionano le cose poi. Resta il fatto che questi utili prima o poi dovranno essere gestiti in qualche modo, cioè reinvestiti in azienda o intascati. Anche se non si decide nulla nell'eventuale reinvestimento in quanto socio non amministratore con quota ridicola, ci sarà un momento prima o poi in cui questi utili dovranno essere redistribuiti o no? Altrimenti come paga le bollette normali di casa sua il datore di lavoro? Se ricicla i soldi dell'azienda in quanto socio suppongo tu possa lamentarti e fare qualcosa legalmente. Cioè teoricamente non può pagare la sua spesa con i soldi della società, poi lo fanno, ma se sono soci unici e si girano i soldi come vogliono e nessuno controlla. Ma se sei socio anche tu, potrai vedere i conti e chiedere spiegazioni sul l'operato nel caso.
    Quindi presto o tardi vedrai che dovrà essere deliberata una redistribuzione degli utili e mi sembra appunto che sia vietato il patto per chi, anche se solo per l'1%, questi non gli spettino perché si sono messi (illegalmente) d'accordo.
    Se proprio vuoi accettare e ti costringe, poi stai attento e richiedi la tua parte di utili quando è ora. Della serie, hai voluto risparmiare le tasse? Si, ma ora mi paghi il mio 1% di utili, tanto puoi anche fingere di accettare l'accordo, ma, non essendo legalmente valido, quando è ora, batti cassa.
    Prova a sentire il parere di un commercialista serio prima di entrare in questo caos, e se ci sono problemi, vedi come puoi agire. Metti caso che non ti pagano per uno o due mesi perché sono in cattive acque, che diritti hai? Magari pochissimi visto che sei "socio" e non dipendente. È tutto un trick per deresponsabilizzarsi, pagare meno e nel caso cazzi tuoi.
    Il socio di maggioranza, che sarà poi a quanto ho capito anche l'amministratore unico della nuova Srl, avrà a sua volta un cedolino paga, appunto per la sua attività di amministratore prestata a favore della società.
    Al limite il problema che i soci di minoranza potrebbero porsi è se tale compenso, deliberato dall'assemblea dei soci (ma nella quale il socio di maggioranza ha il 90%+ dei diritti di voto), non sia troppo elevato. Nel caso, non potrebbero farci comunque nulla (appunto per l'elevata quota di cui il socio di maggioranza dispone).

    Non capisco per quale motivo venga sopravvalutato il problema della distribuzione degli utili. Se la vecchia società è in perdita, la nuova Srl, pur migliorando in termini di efficienza e gestione dei costi, quanti cavolo di utili vorrete che generi? Ipotizziamo 20.000€. Se distribuiti, a OP spetterebbero 200€ LORDI. Non mi paiono cifre da non dormirci la notte.

    E anche per quanto riguarda la questione del versamento della quota in sede di costituzione della società, se la Srl fissa nell'atto costitutivo un capitale sociale minimo (ossia pari a 10.000€), la quota a carico di OP sarebbe pari a 100€, importo che magari verrebbe "regalato" da colui che ha avanzato la proposta della nuova società (ossia il socio di maggioranza).

    Semmai, se fossi nella situazione di OP, mi porrei il problema relativo alla copertura delle eventuali perdite di esercizio.

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Vodka84 Visualizza Messaggio

    Semmai, se fossi nella situazione di OP, mi porrei il problema relativo alla copertura delle eventuali perdite di esercizio.
    Ma appunto nn risponde solo per la sua misera quota dell'1% in caso di perdite in quanto srl? Forse questo e l'ultimo dei problemi
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  11. #31
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    - Srl unipersonale = Srl con un unico socio.
    Rispetto ad una Srl "normale" (ossia con più soci), l'unica differenza sta nel fatto che in sede di costituzione devi versare interamente il capitale sociale sottoscritto (e non solamente "almeno il 25%" come previsto per le Srl pluripersonali).
    Non so dirti con certezza a cosa andresti in conto in caso di fallimento, nel senso che non sono certo se la tua posizione di socio limitatamente responsabile fino all'ammontare del capitale sociale sottoscritto non possa venire meno ed essere pertanto equiparato ad un titolare di ditta individuale, per definizione illimitatamente responsabile per il proprio intero patrimonio.

    - Srl semplificata (quella con capitale sociale minimo 1€ per intenderci).
    Qui il grosso vantaggio, sulla carta, è che non hai l'obbligo di vincolare lo stesso capitale sociale minimo previsto per una Srl "normale" (pari a 10.000€).
    Tieni presente però che il capitale sociale rappresenta una sorta di garanzia verso i fornitori con cui hai/avrai a che fare. Presentarsi con la veste di Srl semplificata non è pertanto un buon biglietto da visita.

    La convenienza, dal punto di vista fiscale, a passare dal tuo attuale status di titolare di ditta individuale ad una Srl non è così determinante ai fini della scelta.
    Ciò che conta è, a mio parere, la considerazione del fatto se il volume di affari della tua ditta individuale non abbia ormai raggiunto un livello tale da rendere preferibile il passaggio ad una Srl (la quale prevede appunto il vantaggio di renderti responsabile fino all'importo del capitale sociale sottoscritto), piuttosto che rimanere un imprenditore individuale illimitatamente responsabile.
    La scelta pertanto deve essere frutto di un'approfondita analisi e, come detto, la questione fiscale non è, a mio avviso, quella preponderante.
    grazie per la spiegazione, sinceramente non mi rendo proprio conto quanto potrebbe/dovrebbe essere il volume di affari per risultare profittevole tale passaggio. Attualmente ho un fatturato di circa 125k-130k annui, costi dipendente sono circa sui 35k-40k (lui percepisce sui 1.8k-1.9k netti), e 2015 ho registrato un utile di circa 70k. Si potrebbe prendere in considerazione una società o stiamo ancora nei limiti per una ditta individuale? Se eventualmente volessi far entrare in società il mio dipendente, quale sarebbe una quota equa? (avevo pensato un 35%)
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  12. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da cirusguti Visualizza Messaggio
    E' esattamente quello che intendevo, anche per i punti che hai evidenziato tu, non vedo il vantaggio per prendere una quota così piccola di una SRL, a meno di patti parasociali che prevedano qualche clausola per influenzare in qualche modo l'operato dell'Amministratore ma non mi pare sia il caso di OP, il tutto lasciando poi perdere gli eventuali problemi contributivi.
    Il vantaggio è che se lo fai ti assume altrimenti no (questo è quello che ho capito io).
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  13. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da conilmionome Visualizza Messaggio
    Ma appunto nn risponde solo per la sua misera quota dell'1% in caso di perdite in quanto srl? Forse questo e l'ultimo dei problemi
    In caso di perdite risponde il capitale della società, si chiamano società di capitale apposta.

    L'unico problema può esserci in caso di disastri da parte dell'amministratore, la responsabilità penale è sua ma se sei socio di un'azienda in cui l'amministratore fa truffe, e sei socio lavoratore, puoi essere messo in mezzo con la presunzione che tu sapessi qualcosa etc etc.
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  14. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da ceca77 Visualizza Messaggio
    grazie per la spiegazione, sinceramente non mi rendo proprio conto quanto potrebbe/dovrebbe essere il volume di affari per risultare profittevole tale passaggio. Attualmente ho un fatturato di circa 125k-130k annui, costi dipendente sono circa sui 35k-40k (lui percepisce sui 1.8k-1.9k netti), e 2015 ho registrato un utile di circa 70k. Si potrebbe prendere in considerazione una società o stiamo ancora nei limiti per una ditta individuale? Se eventualmente volessi far entrare in società il mio dipendente, quale sarebbe una quota equa? (avevo pensato un 35%)
    Così su due piedi è difficile darti una risposta.
    Da quello che scrivi si tratta di un'attività in cui è preminente la vostra manodopera (solo 20k di costi, al di fuori del costo per il dipendente, su 130k di fatturato). Mi pare una tipica situazione da "ditta individuale", più che da Srl.
    Pur non sapendo in quale settore tu operi, immagino tu sia un piccolo artigiano (elettricista? antennista?) e non invece titolare di un'impresa commerciale.

  15. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da conilmionome Visualizza Messaggio
    Ma appunto nn risponde solo per la sua misera quota dell'1% in caso di perdite in quanto srl? Forse questo e l'ultimo dei problemi
    Se la Srl fa 50k di perdite il primo anno e 50k il secondo anno, sarebbero comunque 1.000€ da coprire a carico di OP (fare perdite è molto più semplice che fare utili) + quello che ha scritto Luciom.

    Citazione Originariamente Scritto da Luciom Visualizza Messaggio
    In caso di perdite risponde il capitale della società, si chiamano società di capitale apposta.

    L'unico problema può esserci in caso di disastri da parte dell'amministratore, la responsabilità penale è sua ma se sei socio di un'azienda in cui l'amministratore fa truffe, e sei socio lavoratore, puoi essere messo in mezzo con la presunzione che tu sapessi qualcosa etc etc.

  16. #36
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    Ora, visto che il fatturato è cresciuto molto (2013-2014 +20%, 2014-2015 +50% più o meno), mi ritrovo per due anni di fila a pagare un botto di tasse. Avrei dei vantaggi a trasformare la mia attività in una srl unipersonale o semplificata (tralaltro, che differenza c'è)? Eventualmente a far entrare in società il mio dipendente (lui sarebbe disposto) ?

    Chiedo perchè sto cominciando a dubitare dell'operato del mio commercialista (che finora l'unica cosa che mi ha detto è "lavora meno")
    le tasse le paghi anche come srl eh, l'srl ti dà il vantaggio della responsabilità limitata appunto

  17. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Vodka84 Visualizza Messaggio
    Se la Srl fa 50k di perdite il primo anno e 50k il secondo anno, sarebbero comunque 1.000€ da coprire a carico di OP (fare perdite è molto più semplice che fare utili) + quello che ha scritto Luciom.
    Scusa come fa a fare perdite di 50k? Entra in contatto con degli ebeti? Ad ogni modo dei 100K risponde solo la società col suo patrimonio, il socio risponderà solo se deciderà di aderire all'aumento di capitale per coprire le perdite, altrimenti recede e buonanotte

  18. #38
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    ma anche per quanto detto da Luciom non vedo particolari problemi, dell'operato risponde l'amministratore eventualmente, a meno che egli non si occupi degli affari sociali

  19. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Vodka84 Visualizza Messaggio
    Così su due piedi è difficile darti una risposta.
    Da quello che scrivi si tratta di un'attività in cui è preminente la vostra manodopera (solo 20k di costi, al di fuori del costo per il dipendente, su 130k di fatturato). Mi pare una tipica situazione da "ditta individuale", più che da Srl.
    Pur non sapendo in quale settore tu operi, immagino tu sia un piccolo artigiano (elettricista? antennista?) e non invece titolare di un'impresa commerciale.
    piccolo artigiano, terziario manifatturiero

    E' incredibile come lo stato possa segarti le gambe se ti azzardi ad aumentare il fatturato, era meglio rimanere senza dipendenti.

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  20. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da mimmo29 Visualizza Messaggio
    le tasse le paghi anche come srl eh, l'srl ti dà il vantaggio della responsabilità limitata appunto
    Lo so che le tasse le devo pagare ugualmente, mi chiedevo se c'è un modo di pagarne un po' meno.

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